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Manifesto in appoggio ai Garibaldini

Le fasi conclusive che portarono alla Liberazione della città si possono concentrare tra il 24 e il 26 aprile 1945, giorni in cui tutti i presidi nazifascisti ancora attivi nei dintorni del capoluogo si arresero alle brigate garibaldine facenti capo al Comando della Valsesia, mentre l’unica minaccia fu costituita dalle colonne nemiche che si spostavano da una località all’altra, nel tentativo di congiungersi al resto delle forze. Il mancato impiego della Divisione biellese Nedo, impegnata nelle difesa degli impianti tessili, originariamente incaricata dell’attacco decisivo alla città e della resa dei nazifascisti, costrinse alla modifica dei piani che prevedevano l’impiego diretto delle formazioni della Valsesia nella liberazione di Milano.

L’ordine di schieramento del 25 aprile.

Il piano operativo finale emanato il giorno 25 a firma di Vincenzo Moscatelli “Cino” e di Eraldo Gastone “Ciro”, rispettivamente commissario di guerra (l’ex commissario politico) e comandante militare dei garibaldini, ordinava alle Brigate dipendenti (2.900 uomini) l’accerchiamento del capoluogo da concludersi entro le ore 3.00 del mattino successivo. Un importante ruolo di concorso all’operazione era demandato anche alle formazioni cittadine del cosiddetto raggruppamento N.