Home / Celebriamo il 2 giugno con i #CostituentiNovaresi / #costituentinovaresi: Luigi Zappelli

 

Luigi Zappelli nacque a Bureglio di Vignone (VB) il 1 gennaio 1886 e morì a Losanna il 9 agosto 1948. Giovanissimo, provenendo da famiglia contadina con poche risorse, si trasferì in Francia, a Evian, dove lavorò come manovale nell’edilizia per alcune stagioni. Fu qui che apprese dai compagni di lavoro le prime idee politiche e si avvicinò alle idee socialiste. Passò poi in Svizzera sempre alla ricerca di lavoro, nel 1899, dove è documentato un suo incontro con Mussolini. Richiamato alle armi rientrò in patria e prese parte attiva al primo conflitto mondiale. Dal 1921 al 1922 fu sindaco di Intra: all’epoca Intra e Pallanza non erano ancora unite a formare Verbania. Nel 1923, perseguitato per le sue idee antifasciste e dopo essere stato bastonato a sangue per ben tre volte dai fascisti locali, riparò nuovamente in Svizzera, dove col tempo e con grande impegno riuscì ad aprire un’importante impresa edile e amministrò diverse società. Segretario della locale sezione socialista italiana dal 1924, svolse un’intensa attività di aiuto e solidarietà verso i militanti e profughi antifascisti. Dopo il 25.7.1943 fu tra i promotori delle colonie libere italiane in Svizzera e fondatore del comitato di soccorso per i deportati italiani politici e razziali (più noto come comitato di Losanna).  Fu uno dei maggiori sostenitori del Centro Estero Socialista in Svizzera, affidato ad Ignazio Silone dopo l’invasione della Francia (1940). Zappelli diede grande sostegno dell’immigrazione politica ed economica in Svizzera. Fu in contatto con Pietro Nenni, Emanuele Modigliani ed il repubblicano Egidio Reale. La sua casa ospitò ogni sorta di rifugiato politico finendo anche con l’ospitare alcuni esponenti fascisti di Verbania che non avevano aderito alla Repubblica di Salò e divenne un punto di riferimento per gli antifascisti in fuga, in particolare per i partigiani ai quali, avvalendosi della considerazione e della stima di cui godeva presso gli ambienti politici e le autorità svizzere, offriva riparo e sostegno. Fu l’unico italiano autorizzato a visitare i campi di concentramento in cui erano rinchiusi gli italiani e riuscì a far chiudere il più terribile di essi, quello del lago Nero.
Tornò in Italia nell’agosto del 1945 e il CNL lo nominò sindaco di Verbania dopo Vincenzo Adreani, carica che gli venne riconfermata con le elezioni del 1946. Aprì l’Istituto Pedroni (intitolato a Carlo Pedroni, esule verbanese morto a Ginevra nel 1937) ove furono ospitati, dal 1945 al 1953, gli orfani dei combattenti delle due parti in lotta. Partecipò alla costituente nelle fila del Partito Socialista italiano. Nel collegio Torino-Novara-Vercelli aveva ottenuto 21595 voti, risultando il primo dei non eletti ed entrò a far parte dell’Assemblea in seguito alla morte improvvisa di Filippo Amedeo il 18 giugno 1946. Alla costituente non ricoprì incarichi particolari, ma partecipò attivamente ai lavori in assemblea plenaria e si occupò in modo particolare delle problematiche che affliggevano le popolazioni del Verbano e dell’Ossola, terre di emigrazione che vedevano nascere in quel momento il turismo. Continuò ad occuparsi delle condizioni dei Verbanesi anche nel suo ruolo di amministrazione, cercando di agevolare l’emigrazione e di proteggere il lavoro degli italiani in terra elvetica. Spesso, infatti, nel dopoguerra l’emigrazione era l’unica fora di sostentamento possibile per gli abitanti del Verbano e dell’Ossola ed era dunque di fondamentale importanza garantire adeguate condizioni di vita e lavoro ai nostri connazionali allacciando a tal fine rapporti fra le nostre organizzazioni sindacali di categoria e gli imprenditori svizzeri. Grazie all’opera di Zappelli furono centinaia gli ossolani che poterono emigrare per diventare muratori, manovali, addetti al turismo, superando le difficoltà burocratiche e i non pochi pregiudizi che circolavano sugli italiani ancora additati come fascisti. Zappelli, molto apprezzato, venne riconfermato alla Camera nelle elezioni del 18 aprile 1948, ma la sua carriera di deputato, (era divenuto componente della VII Commissione (Lavori Pubblici) dal 1º giugno 1948), fu interrotta dalla morte prematura avvenuta il 9 agosto 1948. Ammalatosi gravemente d’otite, complicatasi in meningite, fu portato a Losanna e operato, cadde bruscamente in coma nel tardo pomeriggio dell’8 agosto e si spense all’indomani, all’età di 62 anni.

 

Sitografia

https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Zappelli

https://storia.camera.it/deputato/luigi-zappelli-18860101

https://www.verbanianotizie.it/n835325-i-verbanesi-alla-costituente-luigi-zappelli.htm

http://www.verbaniasettanta.it/luigi-zappelli-sindaco-delle-due-liberta-di-giacomo-ramoni/

https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/027953/2012-07-18/

 

 

Bibliografia

Cantini, «L. Zappelli (1886-1948)», in Agorà, 1995, n. 8, 13

Caterina Simiand, a cura di, I deputati Piemontesi all’Assemblea Costituente, Consiglio Regionale del Piemonte-Franco Angeli, 1999