presentazione
il sentiero Beltrami
il sentiero Chiovini
- Presentazione - Il Sentiero Chiovini
- Il Verbano nella primavera 1944
- Maggio - giugno 1944
- Il rastrellamento: cronaca di dieci giorni
- L'inizio della "lunga marcia"
- Il partigiano con la stampella
- Quindici ore di cammino
- Verso la Val Cannobina
- Due colonne di partigiani
- La battaglia di Valle Intasca
- Duecento uomini allo stremo delle forze
- Il rifugio della Bocchetta di Campo
- Il cannone spara da Intra
- Pian dei Sali
- La discesa della Val Grande
- Alpe Forną
- Monte Marona
- Sui canaloni del Pedum
- Cima Laurasca
- Alpe Portatola
- Mangiare erba
- L'eccidio dell'alpe Casarolo
- Il sale della terra
- 1944-45
- Il Sentiero Chiovini
- Apparati
la repubblica partigiana dell'Ossola
apparati
crediti redazionali
Istituto storico della resistenza e della societą contemporanea Pietro Fornara
la memoria delle alpi
L'eccidio dell'alpe Casarolo

   All'alba del 22 giugno 1944 gli otto del gruppo Vigorelli raggiungono l'alpe Casarolo dove si uniscono ad altri quattro partigiani sfuggiti al massacro di Portaiola. Vengono accolti e rifocillati dall'alpigiano Enrico Andreolotti di Colloro. Mentre i partigiani mangiano, il pastore si pone di guardia in cima al prato, ma viene immobilizzato da un reparto tedesco che piomba sull'alpeggio: i partigiani escono dalla baita con le mani alzate e i tedeschi sparano nel mucchio uccidendone nove. Riescono a fuggire solo il milanese Mario Bielli, Eugenio Arcioli di Colloro e Mario Morandi (ferito all'inguine); dopo giorni di cammino scalzi i tre raggiungono Colloro dove vengono nascosti e curati. Il pastore Enrico Andreoletti viene condotto all'alpe In la Piana e ucciso a randellate, mentre il fratello Giovanni viene catturato non appena giunge all'alpeggio e fucilato accanto ai partigiani uccisi. Lo stesso giorno, all'alpe Straolgio, viene ucciso assieme a due partigiani Romano Sotta, un pastorello di 10 anni di Malesco.
   Dopo questi ultimi efferati eccidi le armi tacciono in Val Grande. Della colonna di Superti (circa 70 uomini) sopravvivono meno di quindici partigiani.




Bibliografia

FOVANNA E., I denti verdi di mio zio partigiano - Valgrande: la strage dimenticata. Un giornalista sulle tracce della memoria, in "Eco Risveglio Ossolano", n° 10, 5 febbraio 2004
CHIOVINI N., Mal di Valgrande, Vangelista, Milano,1991

Partigiani all'alpe Serena in Val Grande nel luglio 1944
Posa di una lapide e commemorazione celebrativa dell'eccidio di Casarolo (anno 2005)
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