presentazione
il sentiero Beltrami
- Presentazione - Il Sentiero Beltrami
- Dall'antifascismo alla Resistenza Filippo Maria Beltrami il "signore dei ribelli"
- La nascita delle prime formazioni partigiane nel Verbano Cusio Ossola
- Luoghi, protagonisti, azioni della Brigata Patrioti Valstrona da Quarna a Megolo
[Luoghi]
- Cireggio
- Omegna
- Quarna
- Alpe Camasca
- Vallestrona
- Campello Monti
- Artò e Ameno
- Megolo
- Strage di Meina
- Insurrezione di Villadossola
[Protagonisti]
- Albino Calletti
- Carletto Leonardi
- Cesare Bettini
- Coppo Giuseppe
- Di Dio Alfredo
- Di Dio Antonio
- Dionigi Superti
- Enrico Massara
- Gaspare Pajetta
- Gianni Citterio
- Giuliana Gadola Beltrami
- Li Gobbi Alberto
- Li Gobbi Aldo
- Macchioni Mario
- Marchetti Aristide
- Monsignor Leone Ossola
- Rutto Bruno
- Vermicelli Gino
- Bertram Dyson: gli inglesi con Beltrami
- Weiller
- Schunnach
- Vincenzo Moscatelli
- Varie
- Apparati
il sentiero Chiovini
la repubblica partigiana dell'Ossola
apparati
crediti redazionali
Istituto storico della resistenza e della società contemporanea Pietro Fornara
la memoria delle alpi
Pippo Coppo

   Nacque a Omegna nel 1918. Operaio falegname divenne, in seguito, dipendente alla Cobianchi di Omegna. Antifascista e militante comunista dal 1931, responsabile dell'organizzazione del Partito Comunista Italiano, nel periodo clandestino, dal 1936 al 1943, per l'Alto Novarese. Dall'8 settembre 1943, Pippo Coppo fu sempre fra i più attivi organizzatori della Resistenza al nazifascismo nel Cusio e in Ossola. Nei primi mesi della Resistenza, Pippo Coppo rimase nella sua Omegna per organizzare la raccolta di ciò che necessitava alle prime "bande" partigiane, per indirizzare gli ex militari e i giovani renitenti alla leva fascista verso i nuclei di resistenza in Camasca, in Valstrona, in Valsesia, per dare vita ad una rete di collegamenti che potesse assicurare un costante legame fra il Comitato di Liberazione Nazionale e le formazioni partigiane, fra le organizzazioni operaie al piano e le bande armate della montagna.
   In quei giorni favorì il trasferimento della formazione dei fratelli Alfredo e Antonio Di Dio dalla zona di Cavaglio a Massiola in Valle Strona.
   Fu tra i primi che contribuirono per costituire il gruppo del Capitano Beltrami a Cireggio. Convinto che col nemico non si dovesse trattare, si oppose all'incontro di Ameno tra partigiani e fascisti dell'8 gennaio 1944. Per ordine del comando militare, il 6 febbraio raggiunse Beltrami a Megolo per avere il rapporto della situazione da Gianni Citterio. In quei giorni, dopo l'abbandono della Valle Strona, si scontrò duramente sia con il Capitano¹ che con l'avvocato Mario Macchioni non condividendo i metodi di lotta a suo parere troppo esposti della "Brigata Patrioti Valstrona".
   Ritornato ad Omegna per riferire, tentò di ritornare a Megolo il 12 febbraio per recuperare Citterio ma dovette rinunciare poiché la zona era ormai circondata dalle truppe nazifasciste. Si trovava a Mergozzo quando avvenne la battaglia in cui perì il Capitano.
   Successivamente attraversò anche lui la Bocchetta di Rimella per raggiungere Moscatelli. In Valsesia "Cino" gli assegnò, in qualità di commissario politico, il distaccamento "Fanfulla" comandato da Aldo Aniasi "Iso", con il quale, a fine febbraio si trasferì nell'Ossola. La formazione garibaldina s'ingrandì con i renitenti ai bandi della Repubblica Sociale Italiana e con l'afflusso di altri battaglioni provenienti dalla Valsesia fino a diventare la IIª Divisione Garibaldi "Redi", così chiamata in ricordo di Gianni Citterio caduto a Megolo.
   Partecipò all'esperienza della Repubblica dell'Ossola e scampò ai successivi rastrellamenti. Dopo la guerra fu sindaco di Omegna.
   Morì a Omegna nel 1974. Medaglia d'argento al Valor Militare.



1 Dalla sua autobiografia, pg. 10, rivolto al Capitano: "…, io al posto tuo avrei rimandato la testa di Simon e avrei fucilato Macchioni, …"

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