presentazione
il sentiero Beltrami
- Presentazione - Il Sentiero Beltrami
- Dall'antifascismo alla Resistenza Filippo Maria Beltrami il "signore dei ribelli"
- La nascita delle prime formazioni partigiane nel Verbano Cusio Ossola
- Luoghi, protagonisti, azioni della Brigata Patrioti Valstrona da Quarna a Megolo
[Luoghi]
- Cireggio
- Omegna
- Quarna
- Alpe Camasca
- Vallestrona
- Campello Monti
- Artò e Ameno
- Megolo
- Strage di Meina
- Insurrezione di Villadossola
[Protagonisti]
- Albino Calletti
- Carletto Leonardi
- Cesare Bettini
- Coppo Giuseppe
- Di Dio Alfredo
- Di Dio Antonio
- Dionigi Superti
- Enrico Massara
- Gaspare Pajetta
- Gianni Citterio
- Giuliana Gadola Beltrami
- Li Gobbi Alberto
- Li Gobbi Aldo
- Macchioni Mario
- Marchetti Aristide
- Monsignor Leone Ossola
- Rutto Bruno
- Vermicelli Gino
- Bertram Dyson: gli inglesi con Beltrami
- Weiller
- Schunnach
- Vincenzo Moscatelli
- Varie
- Apparati
il sentiero Chiovini
la repubblica partigiana dell'Ossola
apparati
crediti redazionali
Istituto storico della resistenza e della società contemporanea Pietro Fornara
la memoria delle alpi
Albino Calletti

   Nacque a Castelletto Ticino il 23 novembre 1908.
   Figura storica dell'antifascismo novarese, militante della Federazione giovanile comunista dal 1931, nel settembre del 1934 Calletti fu arrestato a Milano e nel 1935 il Tribunale speciale gli inflisse otto anni di reclusione per "costituzione di associazione comunista, appartenenza alla medesima, propaganda sovversiva". Fu condannato ad altri 4 anni di prigione per aver gridato "Viva il Primo Maggio" in occasione della soppressa festa del lavoro. In carcere fu tra i protagonisti di uno "sciopero della fame" e si formò politicamente sotto la guida di "vecchi" del Partito. Ci furono anche contrasti con gli esponenti di "Giustizia e Libertà" dopo le epurazioni staliniane ed il patto Molotov-Ribbentrop.
   Liberato nel settembre 1939 in seguito ad amnistia, Calletti riprese l'attività antifascista. Nel 1940 fu richiamato alle armi nel "Savoia Cavalleria" e dovette partecipare alla campagna di Russia, durante la quale riuscì a entrare in contatto coi partigiani sovietici.
   L'8 settembre del 1943 si trovava in licenza a Castelletto Ticino per la morte del padre e fu tra i primi organizzatori delle unità partigiane nel Novarese. Con Lino Ferrari e Mario Albertini si portò sopra Quarna, all'Alpe Ruschini, unendosi poi con un gruppo di giovani omegnesi che si erano accampati all'Alpe Frera, dando vita alla "Banda Beltrami"¹ o "Gruppo Camasca" e, successivamente, con la fusione con il gruppo "Massiola" dei fratelli Di Dio, alla "Brigata Patrioti Valstrona". Albino Calletti assunse il nome di battaglia di "Capitano Bruno" e guidò la sua compagnia in numerosissime azioni fra cui quella di Castagnea in appoggio ai garibaldini di Moscatelli.
   Il "Cap. Bruno" fu inviato, con una squadra, nella zona di Cavaglio-Suno per l'effettuazione di un "lancio" da parte degli Alleati nella notte fra il 12 e il 13 febbraio; di conseguenza non fu presente, con i suoi uomini e le armi lanciate dagli Alleati, il 13 febbraio a Megolo quando il capitano Beltrami con pochi patrioti del "Valstrona" fu attaccato da ingenti forze nazifasciste.
   In seguito, Calletti raggiunse le formazioni garibaldine in Valsesia, con cui rimase fino alla Liberazione. Nel maggio del 1944 divenne comandante della Iª Divisione Garibaldi "Fratelli Varalli", operante tra la Valsesia e il Novarese.
   Poco dopo la Liberazione il "capitano Bruno" fu arrestato per ragioni politiche dalla polizia militare alleata. Subì un nuovo arresto nel 1951 per aver manifestato contro il Patto Atlantico, ma fu assolto dal Tribunale militare di Milano. Nello stesso anno guidò la lotta sindacale che portò all'occupazione dello stabilimento SIAI-Marchetti di Sesto Calende e per questo fu licenziato. Nel 1955 organizzò e diresse la Cooperativa "Mazzoleni", costituita dagli operai licenziati dallo stabilimento. Fu per anni consigliere comunale ad Arona e assessore, poi sindaco, a Castelletto Ticino, consigliere provinciale, nonché presidente dell'ANPI di Novara e componente il Direttivo dell'Istituto storico della Resistenza "P. Fornara" di Novara.
   Nel 1998 fu nominato Ufficiale al merito della Repubblica.
   E' deceduto il 25 agosto 2000.



1 Nell'Atlante storico della Resistenza Italiana pubblicato da Mondadori, tale gruppo viene definito "Calletti-Beltrami": Carta 10 Italia Settentrionale, pp. 42-43.

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