Nato a Mocogna (Verbania) il 5 marzo 1925, fucilato a Novara il 28 dicembre 1943
Partigiano della “Banda Libertà” partecipa all’insurrezione di Villadossola dell’8-11 novembre 1943. Arrestato con altri undici compagni l’8 dicembre 1943, è condannato a morte dal Tribunale di guerra tedesco. Il 27 dicembre viene trasferito alle carceri di Novara e fucilato il giorno successivo al poligono di tiro con  Ernesto Conti, Guido Falcaro, Osvaldo Giovannone, Giuseppe Giudici, Erminio Marini, Bruno Matli e Paolo Steffanino.
“Novara il 28-12-1943
Carissima Mamma Sorelle e Mario.
Sono a voi con questa mia per darvi le mie ultime notizie.
Questa mattina alle 7,30 finirà la mia vita. Cara mamma perdonami tanto se qualche volta ti facevo disperare. Darete notizia a tutti i parenti specialmente alla Nonna e zie, direte che pregano per me. Mi raccomando di non disperarvi, perché muoio in grazia di Dio e perciò è lui che vuole la mia anima sebbene sono giovane, vado a trovare il povero Enrico, zii, zie e nonno.
Fatemi un bel funerale, farete dire un ufficio solenne per me e Enrico assieme. Mi dispiace di non avervi più visti, ma pazienza, ci rivedremo in Paradiso, pregherò per voi tutti.
Non abbiate nessun rancore con le famiglie che mi hanno messo in questi pasticci, anzi li saluterete per me. Non mi resta più altro da dirvi che salutarvi augurandovi ogni bene a tutti.
Tuo figlio e fratello GUIDO
W L’Italia Addio…
Qui seguono i saluti di altri compagni morituri:
Saluti – Paolo Steffanino; Saluti – Giovannone Osvaldo; Saluti –
Conti Ernesto
Pregate per me tutti, io pregherò per voi!
E ancora in un angolo di una pagina rimasta in bianco

Ciau, addio, ciau!”
 
Sotto una foto di Guido Vivarelli. L’originale della lettera è custodito dalla famiglia.