Nato a Crevoladossola (Verbania) nel 1922, fucilato a Novara il 28 dicembre 1943.
Partigiano della “Banda Libertà” partecipa all’insurrezione di Villadossola dell’8-11 novembre 1943. Arrestato con altri undici compagni l’8 dicembre 1943, è condannato a morte dal Tribunale di guerra tedesco. Il 27 dicembre viene trasferito alle carceri di Novara e fucilato il giorno successivo al poligono di tiro con  Ernesto Conti, Guido Falcaro, Osvaldo Giovannone, Giuseppe Giudici, Erminio Marini, Bruno Matli e Guido Vivarelli.
“Novara 28 dicembre 1943
Cari Genitori,
Io non ho più l’onore di vedervi dunque vi faccio i miei saluti e baci.
Io lascio la mia roba che ho e che mi spetta alla mia cara sorella Sartoretti Lidia. Io e tutti i miei compagni veniamo uccisi oggi 28 alle 7,30 qua a Novara.
Mi raccomando almeno voi non prendetevela altrimenti potreste morire di crepa cuore.
I miei vestiti li lascio al Babbo.
Quello che vi posso dire è che muoio innocente non ho fatto alcun male. Vado in cielo con mio Padre da dove vi benedirò.
Non ho più niente da dire.
Vi faccio i miei più cari saluti e a Voi mamma cara perdonami.
Ciau sorella mia
Ciau papà
Ciau fratello
Arrivederci in cielo.
Saluti a tutti parenti amici e paesani.
Ciau a tutti parenti amici e paesani
Ciau baci baci baci (siamo in 8) cara mamma fa dire una messa lì a Caddo; mi hai capito!
Vostro affezionatissimo figlio
Steffanino Paolo
 

P.S. Questo serve da testamento.
Digli a Angelo che ti aiuti finché campi: ciau
Fatevi coraggio l’una con l’altra.
Siete otto mamme che avete questo dolore.
Ciau Baci Saluti cari
Ciau mamma cara
Paolo”
 
A fianco una foto di Paolo Steffanino. L’originale
della lettera è conservato dalla famiglia.