Home / Lettere dei condannati a morte della resistenza novarese / Porzio Vernino Mario “Stalino”

 
Nato a Fara Novarese il 6 marzo 1920, fucilato ad Argentera di Rivarolo Canavese il 22 marzo 1945. Agricoltore, sergente maggiore dell’esercito in zona d’occupazione jugoslava, dopo l’8 settembre si unisce ai partigiani di Tito con i quali combatte sino al maggio 1944. Riuscito a rimpatriare, nel luglio 1944 raggiunge la VI Divisione Alpina “Giustizia e Libertà” nel Canavesano in cui milita con il grado di capitano e l’incarico di ispettore dei campi di lancio. Sorpreso con quattro compagni, il 19 marzo 1945, nel centro partigiano d’intendenza dell’Argentera di Rivarolo Canavese (Torino), tradotto a Volpiano, per tre giorni è sottoposto a continui interrogatori e torture. Fucilato il 22 marzo contro il muro del cimitero dell’Argentera di Rivarolo Canavese, da un plotone della Folgore, con Alessandro Bianco, Renzo Scognamiglio, Sergio Tamietti e Antonio Ugolini.
“Carissimi, il 19 c.m. sono stato catturato da reparti paracadutisti. Oggi 22 marzo sono fucilato. Non pensate a me, perché la mia coscienza è tranquilla.
Mario”
 
 
Il testo della lettera è tratto dalla collezione Piero Malvezzi – Giovanni Pirelli (a cura di) Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana: 8 settembre 1943-25 aprile 1945, Torino, Einaudi, 2003. Anche i compagni Renzo Scognamiglio e Sergio Tamietti scrissero un’ultima lettera che è stata pubblicata.