Nato a Chiaramonte Gulfi (Rg) il 10 marzo 1925 fucilato a Orta San Giulio il 28 o 29 marzo 1945.
Le notizie su di lui sono ancor oggi frammentarie. Figlio di ignoti, celibe, giornaliero di campagna, due fratelli e sorelle, si arruolò volontario nella Milizia nel 1942 a solo 17 anni, pare a seguito di una delusione d’amore. Nel 1942 è di stanza a Fiume, mentre nel 1943 è in servizio nel Novarese. Entra nella Resistenza nelle fila della Divisione Alpina “Filippo Maria Beltrami” (gli verranno riconosciuti 3 mesi e 4 giorni. Nello stesso foglio viene indicato, come paternità, il nome di Evangelista Battaglia). Catturato, non si sa in che circostanze e se da solo, è fucilato a Orta San Giulio, nel cui cimitero viene sepolto. Nel 1965, con una solenne cerimonia, la salma viene traslata al paese d’origine. Ai funerali, dedicati anche ad un altro caduto, Giovani Scollo, partecipa l’intera popolazione. In quell’occasione viene mostrata la trascrizione dell’ultima lettera scritta ai fratelli.

“Ecco cosa scrive Paolo prima di essere trucidato.
Cavarra Paolo fu Battaglia Evangelista e fu Cutello Giovanna.

Cari fratelli, sorelle, nipotini, parenti e tutti amici.
Fra poche ore sarò fucilato a Orta Novarese. La mia vita finisce con la fierezza dei miei 20 anni.
Mi spiace ad essere tanto lontano da voi e dall’aria nativa.
Il destino mi à voluto così male e il mondo che lo oblica così.
Voi sapete che quando avevo i miei 17 anni sono andato volontario a servire la Patria, già orfano di ambedue i genitori e adesso purtroppo il destino mi proibisce di rivedervi. Spero che a guerra finita qualcuno di voi verrà da queste parti a rivedere la mia tomba.
Se venite a trovarmi ne sono contento come se fossi vivo.
Vi attendo tutti con il tempo nella vita eterna insieme alla mamma e papà vostro affezionatissimo
Paolo Cavarra.”

Siamo debitori delle informazioni su Paolo Cavarra a Giovanni Bertucci, suo concittadino che ci ha segnalato il caso, la lettera e inviato due fotografie dei funerali svoltisi nel 1965. Da una di queste è tratta quella qui pubblicata. L’originale della lettera è probabilmente conservata in Comune, mentre la trascrizione è opera dei fratelli che la esposero con un biglietto in cui è scritto “Copia conforme della pietosa lettera inviata ai congiunti dal martire Cavarra Paolo, scritta qualche ora prima di essere fucilato col piombo fratricida fascista ad Orta Novarese”.