Massai Landi Francesco Lorenzo di Alessandro, appartente alla brigata 8° Matteotti (operante in Ossola). Sulle schede dei fogli riconoscimento qualifiche partigiane della Commissione Lombardia appare come Ferruccio, caduto in val Formazza il 22 settembre 1944. Sul santino qui riportato a fianco appare come Renzo.
Di anni 19. Nato il 3 agosto 1925 a Napoli. Residente a Milano. Dopo l’armistizio entra nelle fila del movimento partigiano, aggregandosi all’8ª Brigata Matteotti. Catturato dai nazifascisti, il 21 settembre viene processato e condannato a morte dal Tribunale Co.gu. (contro guerriglia), composto da ufficiali di Brigate Nere, GNR ed esercito della RSI. La sentenza è eseguita il giorno seguente, 22 settembre 1944, al Poligono di tiro del Martinetto, ad opera di un plotone composto da militi della Guardia nazionale repubblicana (GNR). Con Massai Landi sono giustiziati anche Oreste Armano, Giuseppe Bocchiotti, Walter Carmellino, Gianfranco Farinati, Carlo Pizzorno e Ferruccio Valobra. Nel volume curato da Piero Malvezzi e Giovanni Pirelli “Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana”  le lettere da lui scritte alla nonna, al padre e agli amici, erano state attribuite ad un “Ignoto” o “Anonimo” Renzo. In seguito al recente spoglio del fascicolo n. 28 del Fondo Brigate Garibaldi conservato presso l’Archivio dell’Insmli, è stata ritrovata la trascrizione della lettera indirizzata a insegnanti e compagni di scuola, firmata per esteso, che era inserita nel documento che conteneva altre due missive del partigiano. In base a tale successione, allo stile e alla forma, siamo giunti alla conclusione che si trattava di messaggi del medesimo autore.
(alla mia cara nonna)

Cara nonna,
so che per te sono stato il più caro nipote, ma Dio mi chiama al suo
cospetto. La mia sorte, nonna, so che ti porterà un grande dolore, ma non
disperare, avrai come consolazione il nipotino che nascerà dal ventre di
mia zia …… porta a lui ed ai primi nipoti lo stesso affetto che hai
portato a me, amali fortemente, amali; solo così potrai ricordarti del tuo
Renzo, nei momenti più lieti della sua vita. Ti lascio costernato anche di
questo dolore che devo darti ma con animo sereno perché so che Dio mi
accoglierà nelle sue braccia.-
Mia adorata nonna, ti lascio baciandoti caramente tuo per sempre.

Renzo

 
 
(alla mia scuola)

Signori insegnanti e compagni di scuola,

Dopo essere stato sommariamente giudicato e condannato a
morte vi lascio credo costernati in questa vita terrena. La mia morte
per la Patria voglio che sia da voi ammirata. Vi lascia il più
scapestrato degli allievi, ma credo che questa non sia una buona ragione
perché io venga sottovalutato. Scusate se vi scrivo in questa
maniera ma solo un uomo che ha la morte alla gola può ragionare in
questa maniera. Sappiate però che il vostro allievo e compagno morrà
da eroe per la Patria più libera e più bella.Ricordatemi a tutti non
come morto ma come vivo ancora sui miei adorati banchi di scuola
Con questo vi abbraccio fraternamente il vostro compagno

Massai Landi Francesco Lorenzo

 
(al mio caro papà)

Caro papà,
benché non sia nato nel tuo stesso letto e non
porti il tuo nome, sono riconoscente di quanto hai fatto per me nella
vita terrena. Sono sull’orlo della vita terrena e mi involo nel più
alto dei cieli. Tu che sei un uomo di alti sentimenti, sappi che tuo
figlio muore per un alto ideale per l’ideale della Patria più libera e più bella.
Di’ al mio vero papà che lo perdono di tutto il male
che ha fatto e che questo lo stimoli ad essere un uomo onesto nella vita.
Caro papà, tutta la mia riconoscenza te la esprimo col
mio cuore. Caro papà, sappi che non ho amato come mio insegnante di vita
laboriosa ed onesta altro che te.
Scusami se ti scrivo in questa maniera ma queste sono
parole che mi escono dal cuore in questo triste e nello stesso tempo
bel momento di morte.
Col cuore straziato ti lascio baciandoti caramente.
tuo per sempre figlio
Renzo

 
Agli amici, ai miei cari parenti ed a tutti quelli che mi hanno voluto
bene.
Carissimi amici e parenti tutti,
E’ nel più profondo ed accorato dolore che vi lascio in questa valle di
lacrime.
Ci ritroveremo tutti nel più alto dei cieli, nel cielo dei giusti e della
gloria.
Muoio da eroe e non da vile, muoio per la mia cara Italia che sempre
ho adorato, muoio e nel più estremo dei miei momenti di vita terrena grido
vendetta per il mio sangue sparso così innocentemente.
Mie care zie e zii allevate i vostri figli con il più alto dei senti=
menti: quello della Patria e dell’onore. Al mio caro cuginetto che dovrà
nascere come mia ultima volontà gli porrete nome Vittorio, come a simbo=
leggiare la Vittoria della mia causa.
Miei cari amici e compagni, tenete sempre alto il mio nome come uno dei
più puri, ricordandomi nei più sereni momenti di allegria festosa che ho
passato con voi.
Con questo vi abbraccio e vi benedico.
Vostro Renzo