Nato a Montescheno il 18 maggio 1909, fucilato a Novara il 9 febbraio 1944.
Operaio, estraneo al movimento partigiano, durante l’insurrezione di Villadossola (Verbania) dell’8-11 novembre 1943, accompagna al posto di medicazione un militare tedesco prigioniero e ferito che gli era stato casualmente affidato da un gruppo di partigiani. Riconosciuto qualche tempo dopo dallo stesso militare tedesco e da questi accusato e malmenato, viene tratto in arresto. Processato nella seconda metà di gennaio 1944 dal Tribunale Militare tedesco di Novara, è fucilato al poligono di tiro di Novara.
8 febbraio 1944
Caro fratello Giovanni,
scusami se dopo tutto il sacrificio che hai fatto per me mi permetto ancora di inviarti questa mia lettera. Non posso nasconderti che fra mezz’ora sarò fucilato; però ti raccomando le mie bambine di dar loro il miglior aiuto possibile. Come tu sai che siamo cresciuti senza padre e così volle il destino anche per le mie bambine.
T’auguro a te e tua famiglia ogni bene, accetta questo mio ultimo saluto da tuo fratello
Giuseppe
 
Di una cosa ancora ti disturbo: di venire e a Novara a prendere il mio paletò e ciò che resta. Ciau tuo fratello
Giuseppe”