Nato a Vogogna (Verbania) nel 1925, fucilato a Novara il 28 dicembre 1943. Orfano di padre, aderisce giovanissimo alla “Banda Libertà” con la quale partecipa all’insurrezione di Villadossola dell’8-11 novembre 1943. Arrestato l’8 dicembre 1943 con altri undici compagni di lotta, è condannato a morte dal Tribunale di guerra germanico. Il 27 dicembre è trasferito nelle carceri di Novara e l’indomani fucilato al poligono di tiro con Erminio Marini, Osvaldo Giovannone, Bruno Matli, Giuseppe Giudici, Guido Falcaro, Paolo Steffanino e Guido Vivarelli.
“Novara, 28 dicembre 1943
Carissima mamma e fratelli.
Le mie ultime parole sono come un testamento: fatevi coraggio come lo farò io: il Signore ha destinato la mia vita così! Lo so che per Voi sarà un grande sacrificio, ma fatevi coraggio e pregate per me che io prego per Voi.
Fate dire una messa all’Oratorio di Mocogna.
Cara mamma salutami tutti gli zii, parenti, cugini, tutti i miei compagni, il primo di tutti Giuseppe.
Caro Remo, quell’orologio mio sarà per te, lo terrai come un pegno della mia vita. Ora lascio te capo famiglia e tu dovrai dare tante consolazioni alla mamma e alla sorella e devi dare anche qualche consolazione anche per me. Fai il bravo e prega per me.
Cara Elvira, a te non ho niente da lasciare ma ti lascio tanto coraggio lo devi adoperare e pregare per me.
Carissima Mammina coraggio e prega per me che io pregherò per te. Non avendo altro da dire vi mando tanti baci, tanti saluti da tuo figlio, che pregherà per te. Ciao Remo, ciao Elvira, ciao Mammina.
Addio
Cara mammina fatti coraggio che tuo figlio muore innocente,
Date un saluto e mille baci a Giuseppe.
Ciao Pepè (addio), tuo amico che pregherà per te
Addio
Ernesto”