Home / RESISTENZA / #lanostraresistenza: il fondo Bonzanini

 

Entrando nella sede del nostro Istituto, da diversi decenni collocata in Corso Cavour 15, l’occhio cade sulla vetrina a sinistra del portone, quella dell’ottica Bonzanini. Settantacinque anni fa si varcava la stessa soglia per raggiungere l’abitazione del Professor Piero Fornara, illustre pediatra e “animatore” della resistenza novarese, primo Prefetto della Liberazione e Costituente, ma la vetrina di Bonzanini, seppur diversa, era già li. Tra le migliaia di fotografie che l’Istituto conserva, sul tema della Liberazione si distingue il Fondo Bonzanini. Si tratta delle fotografie che Umberto Bonzanini scattò a partire dal 26 aprile 1945, giornata in cui Novara venne liberata, consentendoci di avere oggi a disposizione una fotocronaca precisa di quelle ore in cui la gioia dei cittadini si riversò nelle strade, in cui i partigiani sfilarono e le bandiere vennero appese ai balconi, ma che furono anche ore di difficili trattattive sulla resa. Alcuni di questi scatti sono particolarmente noti ai Novaresi, essendo da tempo utilizzati per i manifesti delle celebrazioni ufficiali. Molte sono state conosciute attraverso l’ampia diffusione del testo curato nel 2018 da Eugenio Bonzanini, figlio di Umberto e suo grandissimo estimatore, Il ricordo è la vita. Come ha sottolineato in quella pubblicazione Adolfo Mignemi:

E’ significativo il carattere dei materiali realizzati da Bonzanini assai poco formale, molto distratto e quasi banale nella ripresa dell’ufficialità, molto vivace invece e creativo nella ripresa delle persone e nella composizione articolata degli scenari.

Il 28 aprile alcuni tedeschi cercano di lasciare la città, ma vengono prontamente bloccati dai partigiani.

Caratteristica, questa, che si ritrova negli scatti che realizza per la liberazione di Novara quando, ricorda Eugenio, avvertito per tempo, poté uscire quella mattina con tutto ciò che serviva per fare un gran numero di scatti. Possediamo un po’ per tutte le città molte foto dei giorni della Liberazione, perché molti furono i fotografi cui queste immagini vennero commissionate, esattamente come nei vent’anni precedenti agli stessi professionisti era stato richiesto di documentare, con immagini che sarebbero diventate cartoline messe in vendita a prezzo popolare, innumerevoli manifestazioni pubbliche. Le immagini di Umberto, però, non sono standardizzate, non hanno i soliti tagli.

Di natura completamente diversa è infatti lo sguardo che il fotografo novarese Umberto Bonzanini rivolge agli eventi di quegli stessi giorni. Egli non è un fotoreporter né un partigiano inquadrato in una particolare formazione. Il negozio che ha a Novara e la sua abitazione si trovano nel palazzo di proprietà del Professor Fornara […] Quella mattina del 26 aprile Bonzanini, che è stato preavvertito da Fornara degli avvenimenti imminenti, prende la macchina fotografica, una Leica, ed un po’ di pellicola: va in su e in giù per le vie della città. Si spinge fino alla periferia verso Veveri, dove si dice che siano concentrate diverse centinaia di partigiani di Moscatelli; poi nuovamente in corso Cavour, nelle vie e nelle piazze del centro; va incontro alla gente. Inizia a scattare fotogrammi. Con indubbia sensibilità coglie le emozioni, le incertezze nell’animo della gente che affolla frastornata, in misura crescente, le vie della città.

Dal 26 aprile ad inizio maggio Umberto, con il suo stile inconfondibile, scatterà circa 400 immagini, ma solo un centinaio di esse sono giunte fino a noi. Fotografie in cui riconosciamo i luoghi di Novara, che hanno fissato nell’immaginario collettivo i volti e le espressioni dei protagonisti de #lanostraresistenza: Monsignor Leone Ossola, Cino Moscatelli, Piero Fornara…moltissimi cittadini. Nonostante parecchio materiale sia andato perso, il valore di quelle immagini resta per noi molto alto e per questa ragione l’Istituto Fornara ha promosso la digitalizzazione del fondo.

Uno degli scopi istituzionali dell’Istituto è quello di mettere i materiali a disposizione di cittadini e studiosi. Con questo spirito, in un momento tanto particolare, desideriamo proporre una scelta degli scatti di quella giornata memorabile per ritrovare lo stesso spirito di comunanza. Riprendendo in mano il volume per preparare l’introduzione alla galleria di immagini, sono rimasta molto colpita da quanto scritto da Eugenio, che non finirò mai di ringraziare per la paziente costanza con cui cura la memoria della città, un augurio che oggi si riempie di nuovi significati:

Forse il nostro ultimo scopo è proprio quello di stringerci insieme in una sorta di universale abbraccio fraterno, consolatorio e pieno d’amore, con il quale la terribile e temuta parola guerra possa essere cancellata per sempre da tutti i vocabolari del mondo.

Il ricordo, è la vita.

Le citazioni sono riprese da Adolfo Mignemi, Narrare con le immagini: una pagina di storia, in Eugenio Bonzanini (a cura di), Il ricordo è la Vita, Novara, 2018, pagg. 28, 29.

Eugenio Bonzanini racconta il suo 26 aprile 1945.