Home / SHOAH / “LA MEMORIA DEI GENOCIDI: le nuove generazioni e l’eredità della memoria”

 
Presentazione del libro autobiografico Haigaz chiamava: “Mikael… Mikael…” di Michel Mikaelian, con postfazione di Davide Meghnagi.

 

Ore 18.00, Museo Chalet di Villa Faraggiana,
Strada Statale del Sempione – MEINA

 

Ne discutono Alessandro Litta Modignani, giornalista, nipote dell’Autore scampato al genocidio degli armeni del 1915, Rossana Ottolenghi, psicoterapeuta, figlia di Becky Behar, sopravvissuta alla strage di ebrei a Meina del 1943, con il Direttore dell’Istituto Storico Fornara Giovanni Cerutti.
Il 2015 è l’anno del centenario della strage del popolo armeno perpetrata dai turchi: uno dei momenti più bui del secolo scorso spesso dimenticato o addirittura negato.
Armeni-2All’epoca dei fatti l’autore era adolescente: nel 1915 la sua vita fu sconvolta dalla deportazione armena. Nella narrazione sono riportati fatti, spesso molto crudi, riferiti con dolente precisione, a partire da quello evocato nel titolo: durante la fuga dopo avere visto morire la madre, non riuscendo più ad accudire neanche a se stesso è costretto ad abbandonare il fratellino di due anni. Immediate le forti analogie fra questa narrazione, il celebre romanzo di Antonia Arslan La masseria delle allodole, le numerose testimonianze dei sopravvissuti che, pur provenendo da località diverse, convergono nel narrare vicende e circostanze analoghe, a dimostrazione del carattere intenzionale di quella che fu la “soluzione” del problema armeno adottata dal governo dei Giovani Turchi per ottenere uno Stato etnicamente “pulito”, a smentita di quanto anche recentemente affermato, in polemica anche con Papa Francesco, dal governo turco di Recep Tayyip Erdoğan.
l’Autore, Michel Mikaelian (1901-1984), scampato allo sterminio del 1915, completa gli studi ed inizia la carriera medica in Etiopia, presso la “Compagnie du Chemin de Fer Franco-Ethiopien” ad Addis Abeba. Viene arruolato dalla Francia, suo Paese d’adozione, e raggiunge le Forze Armate della Francia Libera del generale De Gaulle . Fonita la guerra fu, per un ventennio, il responsabile medico del porto di Marsiglia. Il libro, edito da “Libri Liberi” nel 2015,è stato tradotto da Alessandro Litta Modignani, che rende omaggio con la curatela del testo alla “parte armena” della sua famiglia.
Nell’ambito delle iniziative organizzate dal Comune di Meina, dalla Comunità Ebraica Riformata Lev Chadash e dall’Istituto Storico Piero Fornara per le celebrazioni del Settantaduesimo anniversario dell’uccisione di sedici ebrei presenti nel territorio meinese nel settembre 1943, occuparsi del genocidio armeno è parso il naturale contributo alla conoscenza e all’affermazione della verità sui crimini contro l’umanità e sull’impegno delle attuali generazioni nel far sì che la memoria sia una valida guida per affrontare le sfide del presente. La riflessione sul genocidio armeno permette anche di tratteggiare il legame che si stabilisce nel corso del novecento tra la costruzione delle identità nazionali e la violenza perpetrata sulle minoranze etniche e culturali. L’elaborazione di interpretazioni storiche stabili e diffuse appare come l’unica strada percorribile, nel momento in cui viene meno la presenza dei testimoni diretti di quelle vicende.

Maggiori informazioni sezione didattica Istituto Storico Piero Fornara: didattica@isrn.it www.isrn.it

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