L’estensione del diritto di voto alle donne in Italia, avvenuta per la prima volta nella primavera del 1946 in occasione delle elezioni amministrative e dell’importante passaggio elettorale del 2 giugno, rappresenta senza dubbio una tra le tappe fondamentali nella storia democratica e sociale del paese.
Il diritto, lungamente atteso, non fu solo un atto formale di riconoscimento e di inclusione politica, ma fu il primo passo per un profondo cambiamento nel tessuto civile e culturale italiano. Nella fase di ricostruzione e ridefinizione della nuova identità democratica del paese, l’estensione del suffragio alle donne fu il segno della volontà di includere una parte importante della società, fino a poco tempo prima esclusa, dal potere decisionale e nel dibattito pubblico. Non solo. Il loro ingresso nell’agone politico aggiunse nuove e diverse prospettive e sensibilità per una democrazia più inclusiva e rappresentativa. Il riconoscimento legittimò le donne come cittadine a pieno titolo, incidendo in maniera progressiva sul temi come l’educazione e l’istruzione, la famiglia e il lavoro, la salute.
L’Istituto Storico della Resistenza “Piero Fornara” in occasione dell’importante anniversario ha organizzato mostre e tavole rotonde che hanno lo scopo, tra l’altro, di divulgare il lavoro di ricerca svolto nel corso degli ultimi mesi che si è concentrato sulla partecipazione femminile alle elezioni che si svolsero sul territorio a partire dal 1946.
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