Enzo Ciconte, uno dei maggiori storici delle mafie, presenta “1992: l’anno che cambiò l’Italia. Da Mani pulite alle stragi di mafia” (Interlinea), in dialogo con Elena Mastretta. Evento in collaborazione con l’Istituto Storico Fornara nell’ambito del festival Scrittori&giovani all’interno dei Giovedì letterari in biblioteca.
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Ingresso libero fino ad esaurimento posti
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Trent’anni fa una serie di eventi cambiò l’Italia. Si va dalle stragi di mafia di Falcone e Borsellino all’esplosione di Mani pulite, con l’elezione di Scalfaro a presidente in un momento drammatico della Repubblica. Uno storico rivela gli intrecci inquietanti del 1992 con una serie di domande ancora attuali come questa: perché era necessario eliminare chi avrebbe potuto far luce su un rapporto dedicato a mafia e appalti contenente nomi di imprenditori del Nord? Il 1992 è un anno di fratture e di cesure che chiude un’epoca e ne apre un’altra, in cui «c’è tutto un ribollire di episodi che si concentrano in quell’anno» come scrive Enzo Ciconte, tra i massimi storici delle mafie, ricostruendo i retroscena di un momento in cui «la guerra fredda è terminata ma i morti non riposano in pace».