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Martedì 2 febbraio 2016 presso la sala conferenze dell’ITG Nervi di Novara si è svolta la conferenza stampa che dà avvio alla seconda fase del progetto: terminata la formazione, tra il 12 e il 18 febbraio i ragazzi e gli accompagnatori effettueranno il viaggio secondo il programma previsto e dal ritorno al 30 aprile, data individuata per la restituzione pubblica, si svolgeranno gli incontri della terza fase, quella per la rielaborazione dell’esperienza e l’individuazione della migliore forma di condivisione della stessa con la cittadinanza, indicata da Davide Tamagnini, responsabile del progetto come la più importante,

Erano presenti alla conferenza stampa, voluta dall’Assessore Sara Paladini, i sindaci dei comuni di Cerano, Flavio Gatti e Romentino, Alessio Biondo, che con Granozzo con Monticello e Novara contribuiscono al cofinanziamento di alcune quote (rispettivamente 2 quote cofinanziate da Cerano e  2 da Romentino, 1 da Granozzo, 27 da Novara); Davide Tamagnini per Sermais, l’associazione che oltre a curare con Deina l’organizzazione del viaggio e parte della formazione con l’Istituto Storico Piero Fornara, contribuisce con il cofinanziamento di 19 quote; lo storico Giovanni Cerutti; la consigliera provinciale Emanuela Allegra; i rappresentanti delle fondazioni che quest’anno hanno contribuito a sostenere il progetto: Fondazioni BPN e Comunità del novarese Onlus.

In apertura Sara Paladini ha ringraziato l’Istituto Storico per avere sin dall’avvio del progetto, cinque anni fa, creduto in esso rendendo solida la formazione dei partecipanti: proprio questa progettualità formativa, che l’Istituto ha sempre condiviso con Sermais, ha permesso la crescita del progetto negli anni, arrivando quest’anno a 120 iscrizioni rispetto alle 40 della prima edizione e consentirà la partenza di ben 61 ragazzi e 3 adulti. Il periodo formativo serve anche infatti a rendere i partecipanti consapevoli dell’impegno che si assumono partendo e, per ragioni organizzative, non era possibile superare per Novara, trattandosi di un progetto nazionale, un numero complessivo di 70 partecipanti che comprende anche accompagnatori e formatori. La serietà del progetto, hanno sottolineato i sindaci presenti, li ha portati ad affiancare in momenti economicamente difficili il comune di Novara per garantire la partenza di almeno un giovane cittadino del comune da loro amministrato “con la consapevolezza”, ha detto Biondo, “che con queste risorse contribuirò ad avere cittadini più consapevoli”. Ha aggiunto Gatti, che come il collega ha già dato la disponibilità per una futura edizione “è il secondo anno che contribuisco, anche se in misura limitata, a questo progetto, avendone intuito la importanza”. Si è poi rivolto ai numerosi ragazzi presenti in sala con queste parole: “Avete molto coraggio. Io, che sono adulto e pur insegnando materie giuridiche sono appassionato di storia, non ho mai fatto questo viaggio: affronterete certamente momenti emotivamente difficili, ma importanti”.Un augurio è arrivato dalla consigliera Allegra: “La Provincia, non potendo contribuire con fondi, ha collaborato a diffondere la conoscenza dell’iniziativa e ha messo a disposizione i locali per la formazione. Crediamo nel progetto e lo sosteniamo, per questo vi seguiamo passo passo. So che ci sono in sala più ragazzi di quelli che partiranno, ma il mio invito, parlo da genitore di un ragazzo che ha fatto questa esperienza, è quello di prendere questo treno a tutti i costi: vi cambierà la vita” Anche i rappresentanti delle Fondazioni hanno detto di avere aderito alla “cordata di sostegno” del progetto colpiti dalla serietà dei tre momenti fondanti: formazione, struttura del viaggio, rielaborazione e restituzione pubblica. Davide Tamagni ha quindi sinteticamente indicato il programma di viaggio e sottolineato come “la comunità viaggiante” che si forma ogni anno continua poi il percorso insieme anche dopo la restituzione pubblica: molti degli accompagnatori del 2016 sono ragazzi partiti negli anni precedenti che hanno continuato il loro impegno con Sermais e hanno seguito una specifica preparazione per svolgere questo ruolo. Su invito dell’assessore Paladini, che li conosce bene avendo lei stessa fatto questa esperienza due anni fa, alcuni di questi ragazzi sono intervenuti testimoniando come il legame che si crea nella condivisione di una simile esperienza difficilmente viene reciso, anche se non tutti si sentono poi di continuare ad esserne parte attiva. Prima di passare all’ultima lezione in programma, Giovanni Cerutti ha così concluso: “Abbiamo da subito raccolto questa sfida e la portiamo avanti. In questi cinque anni abbiamo consolidato alcune tappe fondamentali del percorso formativo: l’aspetto di conoscenza storica, che appare quasi scontato, la conoscenza della storia della strage del lago Maggiore, grazie alla fattiva collaborazione di comuni da essa toccati, come Baveno, Meina e Orta, che ci ha ospitati quest’anno, perché non si va molto lontano se non si conoscono e non si comprendono appieno le dinamiche che hanno permesso lo svolgersi di analoghe tragedie dove viviamo, coinvolgendo in modo drammatico le nostre comunità, ma soprattutto sviluppando sempre più la riflessione dal punto di vista morale ed etico di chi intraprende questo percorso, una riflessione che interpella tutti noi, giovani e adulti e non è fissata una volta per sempre. Fare questa esperienza ci aiuta a definire chi siamo ma, soprattutto, chi vogliamo essere”. L’Istituto Storico Piero Fornara ha sicuramente contribuito, con la visita ai luoghi della memoria locali, a diffondere la conoscenza di quella che fino a non molto tempo fa era definita “la strage dimenticata” e quest’anno, per la prima volta, seguirà i ragazzi e gli accompagnatori anche in questa seconda fase, con la partecipazione al viaggio della responsabile della sezione didattica Elena Mastretta.

Promemoria_Auschwitz è un progetto di educazione alla cittadinanza europea pensato per accompagnare le giovani generazioni alla scoperta e alla comprensione della complessità del mondo che ci circonda a partire dal passato e dalle sue narrazioni, affinché possano acquisire lo spirito critico necessario a un protagonismo come cittadini nel presente e nel 2015 è stato realizzato con il patrocinio del Senato della Repubblica e il sostegno di: Regione Emilia Romagna; Province di: Bolzano, Trento, Trieste; Comuni di: Trieste, Pordenone, Lamezia Terme, Cesena, Forlì, Novara, Alba, Bra, Borgomanero, Cerano, Cervia, Cesenatico, Longiano, Montiano, Novara, Borgomanero, Cerano, Roncofreddo, San Mauro Pascoli, Bagno di Romagna, Gambettola, Bertinoro, Forlimpopoli, Gatteo, Predappio, Savigliano sul Rubicone, Mercato Saraceno, Santa Sofia.

Guardare alla storia della Seconda Guerra Mondiale, della Deportazione e della Shoah in chiave europea significa costruire la consapevolezza che i processi che ne sono alla base sono parte di un passato comune, così come lo sono le conseguenze sociali, politiche e culturali che quella storia ha prodotto. La costruzione di una società civile non può che fondarsi su questi presupposti, e i viaggi della memoria contribuiscono a educare una generazione di giovani europei che siano in grado di afferrare il senso profondo e complesso delle sfide del presente.

L’obiettivo generale di Promemoria_Auschwitz è di educare a una partecipazione che sia libera, critica e consapevole, proponendo un percorso strutturato in grado di alimentare una relazione continua tra storia, memoria e cittadinanza.

L’attività, già conosciuta come “treno della memoria”, vede la partecipazione dei ragazzi di Novara dal 2012 e da allora la formazione di chi decide di aderire all’iniziativa si svolge in una serie di incontri che hanno luogo prima del viaggio e sono curati da Sermais e dall’Istituto Storico Piero Fornara. Negli anni scorsi il filo conduttore della formazione storica sono state le ricerche di Giovanni Cerutti confluite nella pubblicazione La Svastica allo Stadio. Nel 2015, grazie alla presenza a Novara di Franco Debedenedetti Teglio, testimone/curatore della mostra “17 novembre 1938: lo stato italiano emana le leggi razziali”, ci si è concentrati su questo tema. Quest’anno è stata l’esperienza dello “zainetto della memoria” di Rossana Ottolenghi, ospite al Nervi il 28 gennaio scorso, a condurre la riflessione storica del terzo degli incontri previsti, con l’introduzione del tema dei Giusti delle Nazioni e delle possibili reazioni a quanto vissuto dai genitori dei “figli dell’Olocausto”.

I precedenti incontri si sono svolti a Orta il 12 dicembre 2015, per conoscere la storia dell’Olocausto del Lago Maggiore. Negli anni precedenti analoghi incontri erano stati svolti a Baveno e Meina, sempre con grande disponibilità delle amministrazioni locali. Il secondo incontro si è tenuto al Salone Casorati della Provincia di Novara il 9 gennaio 2016 per le attività che servono alla formazione del gruppo e all’approfondimento dei temi della responsabilità individuale e collettiva. L’ultimo incontro, svoltosi il 2 febbraio 2016, è stato dedicato a ripercorre la cronologia storica che ha portato a rendere possibile la Shoah e lo sterminio di milioni di persone e ad approfondire i meccanismi con cui il potere costruisce il nemico e il consenso. Al ritorno dal viaggio in Polonia i ragazzi continueranno a lavorare per preparare una restituzione pubblica dell’esperienza vissuta da presentare alla città (il 30 aprile presso il teatro Coccia di Novara).

ATTIVITÀ PREVISTE DAL PROGETTO

A partire dal 22 febbraio ci saranno incontri di rielaborazione dell’esperienza vissuta in forma di spettacolo aperto alla cittadinanza, previsto per il 30 aprile 2016

Il responsabile del progetto Davide Tamagnini-la referente ISRN Elena Mastretta

 

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