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Romagnano Sesia 1919- Novara 1999
Nata a Romagnano Sesia l’8 febbraio 1919, figlia del dottor Giuseppe
Balconi, medico e avvocato, sindaco socialista, e di Amalia Berrini,
quinta di cinque figli, Andrea, Vittorio, Mosè, Vittore e Marcella. Per
parte di madre è cugina di Giuliano, Piero, Giancarlo e Gaspare
Pajetta. Al padre, organizzatore socialista di primo piano, sono dirette
le revolverate fasciste che al corteo del 1° Maggio 1922 a Romagnano
Sesia provocano un morto e Marcella, bambina, ne rimane
impressionata per tutta la vita così come delle continue vessazioni, perquisizioni e devastazioni in casa prima dell’invio al confino di polizia di Neopoli (Potenza) nel 1927 e poi a Lagonegro fino al 1930.
Laureata in Medicina all’Università di Milano con una tesi di
laboratorio, è per un certo periodo assistente universitaria in
biochimica. In seguito si specializzerà in pediatria e neuropsichiatria
infantile, frequentando sia prima che dopo la laurea e la guerra il
prestigioso ambulatorio pediatrico retto dal professor Piero Fornara
presso l’Ospedale Maggiore di Novara.
Durante la Resistenza , insieme con la cugina Mariolina Berrini, è
avviata da Giuliano Pajetta alle formazioni partigiane. Entrambe sono dapprima in Lombardia come ispettrici del servizio sanitario. Marcella è in Valtellina, ma una ricetta per prescrizioni mediche contro una
cancrena la rende sospetta e la costringe a trasferirsi a Torino ove
opera alle dirette dipendenze di Giacomo Scotti al Comando Regionale Piemontese, mentre Mariolina andrà in valsesia da “Cino” Moscatelli.
Per questa sua attività verrà riconosciuta partigiana combattente.
Questa esperienza ha segnato il suo impegno politico e sociale. Alle
prime elezioni amministrative provinciali è stata eletta consigliera
nelle liste del Partito comunista italiano.
Nel 1963 è stata eletta Deputato al Parlamento e l’anno dopo Sindaco
del Comune di Grignasco. Più tardi è stata Consigliera al Comune di
Novara, Assessore ai lavori pubblici e poi Assessore al decentramento.
Non ha però mai trascurato i suoi bambini e la sua professione.
Nel 1948 è stata vicepresidente dell’Opera Nazionale Maternità e
Infanzia. Si è occupata di nidi e brefotrofi, di scuole materne ed
elementari, confidando nell’importanza delle strutture
materno-infantili del territorio.
Nel 1949 iniziava la sua preparazione in neuropsichiatria infantile a
Losanna ove confluivano da tutta Europa studiosi come Lebovici,
Diatkine e De Ajuraguerra. Nello stesso anno apriva a Novara il primo “centro medico pedagogico”, mentre la stessa cosa facevano Giovani
Bollea a Roma e Mariolina Berrini a Milano (saranno ricordati come le tre “B” della neuropsichiatria italiana). Ottenne  la libera docenza,
scrisse numerosi saggi di carattere scientifico e un fondamentale libro
di psicoanalisi infantile.
Si è spenta a Novara il 5 febbraio 1999.
 

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