Home / DIDATTICA / IL DIARIO DI BECKY BEHAR TRADOTTO IN INGLESE

 

In occasione della giornata internazionale in commemorazione delle vittime dell’Olocausto, pubblichiamo la traduzione in lingua inglese del diario di Becky Behar, documento fondamentale per la storia dell’Olocausto del Lago Maggiore, realizzato come già spiegato in un precedente articolo all’interno di un progetto di ricerca della sezione didattica dell’Istituto Piero Fornara.

traduzione inglese diario Becky Behar

Ricordiamo che il 27 gennaio è stata individuata come data simbolo per la celebrazione della memoria con la risoluzione 60/7 dell’ Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005, durante la 42ª riunione plenaria.

Tale ricorrenza era già stata formalizzata in Italia a quella data: in Italia la Giornata della Memoria ricorda le vittime dell’Olocausto e delle leggi razziali e coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati ebrei, nonché tutti i deportati militari e politici italiani nella Germania nazista

Prima di arrivare a definire il disegno di legge, si era a lungo discusso su quale dovesse essere considerata la data simbolica di riferimento: si trattava di decidere su quali eventi fondare la riflessione pubblica sulla memoria. Erano emerse in particolare due opzioni alternative. Il deputato Furio Colombo aveva proposto il  16 ottobre, ricorrenza molto significativa per il nostra Paese, in quanto il 16 ottobre 1943 oltre mille ebrei furono catturati e deportati dall’Italia ad Auschwitz: questa ricorrenza avrebbe permesso di focalizzare l’attenzione sulle deportazioni razziali e di sottolineare le responsabilità anche italiane nello sterminio. Dall’altra parte vi era chi sosteneva (in particolare l’ Associazione Nazionale ex deportati nei campi nazisti) che la data prescelta dovesse essere il 5 maggio, anniversario della liberazione di Mauthausen, per sottolineare la centralità della storia dell’antifascismo e delle deportazioni politiche in Italia. Infine, anche in ragione della portata evocativa che Auschwitz – oramai simbolo universale delle tragedia ebraica – da anni rappresenta per tutta l’Europa, si è optato per adottare il giorno della sua liberazione, avvenuta il 27 gennaio. Ricordiamo comunque che in altri Stati Europei accanto alla giornata del 27 gennaio sono state istituite giornate della memoria che fanno esplicito riferimento alla storia nazionale.

Gli articoli 1 e 2 della legge n. 211 del 20 luglio 200 definiscono così le finalità e le celebrazioni del Giorno della Memoria in Italia:

« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere. »

Elena Mastretta

 

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