Home / GRANDE GUERRA / GIOVEDI LETTERARI: ACHILLE MARAZZA

 

Ormai in pieno svolgimento il programma del primo trimestre per i Giovedì Letterari in collaborazione con il Centro Novarese di Studi Letterari e la biblioteca Civica Negroni. La programmazione a cura dell’Istituto Storico della Resistenza Piero Fornara prevede per giovedì 23 febbraio 2017 la presentazione del testo

Achille Marazza nelle due guerre mondiali, Fondazione Marazza, Borgomanero 2016.

con Giannino Piana e Giovanni Cerutti. Interviene Gabriele Tacchini, Presidente della Fondazione Marazza
La pubblicazione è stata promossa dalla Fondazione Marazza Onlus di Borgomanero per raccogliere gli atti del XVIII e XIX Premio di traduzione poetica e di poesia rispettivamente del 2014 e 2015 con i contributi di Giuliano Ladolfi (Atelier, storia di un sogno) e Antonella Anedda (Tradurre lontananze) e le motivazioni della giuria per l’assegnazione ai vincitori. Nel 2016  la Fondazione Marazza ha  celebrato il  45° anniversario di apertura della Biblioteca Achille Marazza e nel febbraio 2017 si compie il cinquantesimo anniversario della scomparsa dell’agognino.
Giovanni Cerutti, direttore dell’Istituto Storico Fornara e autore della prolusione alla mostra riportata in questo volume,  aveva già curato il discorso di commemorazione di Achille Marazza tenuto nel quarantesimo anniversario della morte (Borgomanero, salone d’onore di Villa Marazza, 20 luglio 2007. Giovanni A. Cerutti: marazzacomm) e dedicato un altro testo alla figura del suo illustre concittadino. Un approfondimento, quello sulla figura di Marazza, cui Cerutti si dedica da tempo e per il quale, anche in collaborazione con la fondazione Achille Marazza di Borgomanero sono già stati fissati appuntamenti nel prossimo aprile.

Di questo contributo in particolare si sono recentemente occupati Marcello Giordani:

http://www.lastampa.it/2017/02/13/edizioni/novara/borgomanero-celebra-marazza-tratt-la-resa-di-mussolini-5nugKtQuMmlp3j8QvP7KNN/pagina.html

ed Eleonora Groppetti, con un pezo apparso sul “Corriere di Novara” sabato 18 febbraio. La giornalista aveva già steso una brillante recensione del testo il 28 ottobre 2016.  La riportiamo di seguito.                                                            

“Sono anni fondamentali quelli fra i due conflitti mondiali, anni in cui il suo pensiero si struttura, illuminato da alcuni fari che hanno sempre sostanziato il suo impegno politico e civile. Ricco di profondità e anche di saggezza il quaderno di Gianni Cerutti, direttore dell’Istituto Storico della Resistenza “Piero Fornara”, dal titolo “Achille Marazza nelle due guerre mondiali” (76 pagine). […]. L’iniziativa editoriale viene a cadere nel 2016 per celebrare il 45° anniversario di apertura della Biblioteca Achille Marazza,come ricorda il presidente della Fondazione, Gabriele Tacchini, nella prefazione: l’evento è stato ricordato lo scorso anno con la mostra “Achille Marazza – Difendere la libertà con generosità e spirito di servizio – 1915-1945”: la prolusione di Giovanni Cerutti è riportata nel volumetto che diventa così “un gesto di omaggio –scrive Tacchini – al benefattore della Comunità borgomanerese”. Antifascista, esponente del Ppi e poi della Dc, membro del C.L.N., costituente e ministro, bibliofilo e mecenate: la partecipazione di Marazza (1894-1967) alle due guerre mondiali ha segnato in modo indelebile la sua biografia. Cerutti (che a lui aveva dedicato anche il quaderno del 2007) compie (pur in uno spazio ristretto) una lucida disamina del pensiero, delle decisioni, degli atteggiamenti di Marazza, sempre collocati nel grande quadro della Storia. Citazioni e discorsi per far capire anche la complessità che sta dietro alle sue prese di posizione: le discussioni intorno all’interventismo cattolico e al compimento del processo di integrazione interrotto dall’avvento del fascismo. Questi dibattiti, a cui era particolarmente sensibile e che lo portarono ad assumere un ruolo rilevante, vanno oltre l’aspetto immediato per caricarsi di un significato epocale, che parla di sfida per la tradizione cattolica sul piano culturale e scientifico oltre che politico. Capacità di guardare lontano, di affrontare le problematiche con una lente speciale fanno percepire a Marazza l’importanza della scelta. Il brusco contatto con la realtà della guerra al fronte, ben diversa da come tutti si erano immaginati, comportò anche la revisione delle scelte fatte. Con grande umiltà e schiettezza. Anche la Resistenza, in cui credeva fortemente, giocava un ruolo importante nel suo pensiero (e non solo). Aveva un doppio volto per lui: quello contingente, nel contesto della seconda guerra mondiale, e quello meno visibile, perché futuro, volto a ricostruire la nazione sulle macerie (non solo fisiche) della guerra. E qui sta la grande apertura di un uomo come Marazza, sempre guidato da un faro eccezionale, “il senso del dovere – scrive Cerutti – verso la propria comunità nazionale”. Fu uno dei protagonisti del processo di costituzione della Repubblica, forte della consapevolezza di “portare a termine – ancora Cerutti – l’integrazione nello stato democratico degli esclusi dello stato liberale”: e in quest’ottica dobbiamo leggere la decisione di donare la sua casa e i suoi libri alla città per dotarla di una biblioteca pubblica affinché tutti avessero a disposizione “gli strumenti culturali per imparare a leggere se stessi e il mondo”. Una grande eredità morale quella che ci ha lasciato. Eleonora Groppetti

 

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