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GIOVEDÌ 25 OTTOBRE 2018
Storia e arte nel segno dei Bonfantini
Quadri, proiezioni e letture a cura dell’Istituto Storico Fornara di Novara
Un incontro “in memoria” fra Sergio Bonfantini, pittore degli scorci novaresi e il nipote Massimo, semiologo

Programma completo giovedì letterari PROGRAMMA OTTOBRE 2018 bozza

 

Bonfantini a Novara non è solo il nome di una scuola ma una famiglia che ha dato molto alla cultura della cittò: dalla letterayura all’arte, e non solo. Giovedì 25 ottobre, ore 18, l’Istituto Storico Fornara ricorda il pittore Sergio e il nipote Massimo Bonfantini, passando per lo scrittore Mario, con quadri, proiezioni e letture.
Sergio Bonfantini inizia la sua attività di pittore a Torino, nello studio di Felice Casorati. Del 1929 è la sua prima mostra alla Galleria Milano; in questo periodo dipinge secondo una originale interpretazione di un espressionismo alla Permeke e alla Sironi, mentre i temi sono ispirati al mondo rurale, vissuto senza alcun compiacimento retorico. Espone più volte a La Biennale di Venezia e a La Quadriennale di Roma acquisendo un profondo senso di autonomia creativa. Dopo l’impegno nella Resistenza, in cui fu partigiano combattente come i fratelli Mario e Corrado, nel 1948 è ancora alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma, alle quali faranno seguito numerosissime mostre personali in Italia e all’estero. Dopo la sua morte, avvenuta il 22 gennaio del 1989, nasce per volontà testamentaria del pittore la Fondazione Sergio Bonfantini il cui intento è custodire e divulgare il vasto patrimonio artistico di questo maestro del Novecento italiano. Dal 30 maggio 2009 un’importante collezione di quadri della fondazione è visitabile come esposizione permanente nelle sale del palazzo comunale di Borgomanero. Altre opere della Fondazione Sergio Bonfantini sono visibili presso la FONDAZIONE ACHILLE MARAZZA di Borgomanero.
Massimo Bonfantini si è laureato alla Statale di Milano con Enzo Paci e Ludovico Geymonat con una tesi su Bertrand Russell; negli anni Settanta aveva iniziato a collaborare con Umberto Eco all’università di Bologna, unendo la sua formazione filosofica agli studi semiotici. Qui iniziò la traduzione degli scritti semiotici di Charles Pierce. Nel 1986 diede vita, insieme al neurologo Renato Boeri, a Bruno Munari, a Eco stesso e ad altri studiosi, al Club Psòmega. Dopo Bologna, Massimo Bonfantini ha insegnato prima all’Orientale di Napoli e in ultimo al Politecnico di Milano. Nell’ateneo milanese, nonostante la poca affinità con i suoi interessi filosofici, non si è mai sentito un estraneo. Negli ultimi anni la sua attività di organizzatore culturale, di seminari e convegni, si era nuovamente concentrata prima sul centenario della morte di Peirce e poi sulla storia e sulle sue narrazioni e interpretazioni.
I “Giovedì letterari in biblioteca” sono organizzati dal Centro Novarese di Studi Letterari con il sostegno del Comune di Novara e Fondazione Comunità Novarese Onlus.

 
 

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