presentazione
- I fili della memoria
- I percorsi della memoria nella Novara negli anni di guerra
la città in guerra
la città occupata e la resistenza
la vita quotidiana a Novara durante la guerra
la prima strage di ebrei in Italia
apparati
crediti redazionali
Istituto storico della resistenza e della società contemporanea Pietro Fornara
la memoria delle alpi
I fili della memoria
" - Sono nato qua. Da quel giorno sono ormai passati quarantacinque anni. (…)
- Da quanti anni non ci ritorni?
Alessandro rifletté con impegno: - Dieci anni, direi. Sì, da quando è cominciata la guerra. Poi la guerra è finita e sono partito per New York.
- Deve essere piacevole rivedere dove si è nati, gli rispose la donna. (…)
In dieci anni molte cose erano cambiate. Confrontando le nuove sul filo dei ricordi, ritrovava le vecchie una dopo l'altra. Era come esaminare un mucchio di fotografie: dove una volta c'era una libreria adesso vedeva un magazzino di stoffe, dove c'era stato un negozio di abbigliamento maschile - la sua eleganza aveva avuto inizio lì - adesso luccicava la vetrina di un orefice. Avevano demolito una vecchia casa coi balconcini di ferro battuto per mettervi un palazzo senza fantasia. E le strade, una volta libere, adesso erano controllate dai cartelli di senso unico e sosta vietata. L'età andata e la presente, sovrapponendosi senza mescolarsi, gli davano la sensazione d'essere immerso nel fiume della vita, che corre verso un mare a tutti noto e, per così dire, definitivo. Ma lo stesso era piacevole riconoscere ogni pietra su cui posava i piedi e di avvertirne quasi il logorio al quale da molto tempo non aveva più contribuito."


Enrico Emanuelli, Uno di New York, Milano 1959  
Le parole dello scrittore Enrico Emanuelli descrivono una Novara che in parte non esiste più e continuamente muta col trascorrere del tempo. Eppure, immersa nel vorticoso fiume della vita, la città conserva testimonianza dei diversi momenti della sua storia, oltre che nella fragile memoria degli uomini, anche nel "cuore di pietra" delle sue vie e dei suoi edifici.
Queste tracce del passato non sempre sono percepibili al primo sguardo. Per scoprirle occorre la "lente" dello storico, che nel vedere le cose ha in più una specie di quarta dimensione, quella del tempo. Come uno psicanalista alle prese con la coscienza individuale, lo storico cerca di far emergere brandelli di ciò che noi siamo ma non sappiamo di essere, brandelli che restano nascosti e non salgono in superficie, se non con un paziente lavoro di scavo nella nostra storia collettiva.
Vivere un "oggi senza passato" conduce, prima o poi, a una condizione di precarietà difficile da sostenere. Per sopravvivere abbiamo tutti bisogno del nostro passato e di identità collettive in cui affondare le nostre radici. I percorsi della memoria che qui si propongono possono essere letti come un contributo alla ricerca di quest'identità.
Se questo piccolo ipertesto - costruito sulla base della guida intitolata I fili della memoria. Novara negli anni della guerra 1940-45 Itinerari, edita nel 2001 dal Comune di Novara e dall'Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea "Piero Fornara" - aiuterà qualcuno, soprattutto i giovani, a guardare alla propria città con maggiore consapevolezza, fornendo stimoli alla ricerca e alla discussione, il nostro lavoro non sarà stato vano e sopporteremo meglio qualche rimprovero e qualche giusta critica.


                               Francesco Omodeo Zorini
                               Presidente dell'Istituto della Resistenza
                               e della società contemporanea nel Novarese e
                               nel Verbano-Cusio-Ossola "Piero Fornara"
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