Lo stesso giorno, la Giunta indisse due comizi. Il primo fu tenuto dal comunista Gaspare Pajetta e dal socialista Alberto Jacometti, presso la fabbrica chimica "Montecatini Piemontese Ammoniaca", mentre i comunisti Gino Vermicelli ("Edoardo") e Giacinto Garzoni parlarono ai giovani, convenuti al circolo "Cairoli", invitandoli ad armarsi e a formare una "Guardia Nazionale" per resistere ai tedeschi.
Furono quindi costituiti tre centri di arruolamento per volontari - uno presso lo studio dell'avvocato Pasquali - e fu inviata una delegazione dal generale Sorrentino, comandante della
Divisione "Sforzesca" e del Presidio militare di Novara, per chiedergli di promuovere la difesa civile e consegnare le armi ai volontari, che si erano presentati a centinaia.
Nel frattempo, al 5° Deposito aeronautico, situato in via Visconti, il tenente Eraldo Gastone - il futuro comandante partigiano "Ciro" - rifiutò la resa e, prima dell'arrivo dei tedeschi in città, consegnò armi e munizioni agli operai del quartiere di Sant'Agabio.
La mancata collaborazione del generale Sorrentino, che restò in attesa di ordini da Milano e Torino, rese però impossibile qualsiasi resistenza e fece sì che, il 12 settembre 1943, una sparuta avanguardia nazista occupasse senza colpo ferire la città.