presentazione
la città in guerra
la città occupata e la resistenza
- Mappa del percorso
- Descrizione del percorso
- Il 25 luglio a Novara
- La ricostruzione dei partiti antifascisti
- La città antifascista
- L'8 settembre a Novara
- La città occupata: i tedeschi in città
- Le sedi delle forze di occupazione
- Al servizio dei tedeschi: il Partito fascista repubblicano (PFR)
- I processi presso il Tribunale provinciale straordinario di Novara
- Un governo fantoccio: la Repubblica sociale italiana
- L'esercito della RSI a Novara
- Luoghi e strumenti della repressione fascista
- La battaglia dei nomi e delle statue per le vie di Novara
- Le carceri nel castello visconteo
- La città della deportazione
- La città della Resistenza: partigiani di città
- La rete cittadina della Resistenza
- La "zona grigia"
- La Resistenza civile
- Monsignor Leone Ossola: defensor civitatis
- Gli scioperi nelle fabbriche novaresi
- Sangue in città: i caduti della lotta di liberazione
- Le città della liberazione: le forze in campo
- Ultimi brividi
- L'arrivo degli alleati e la festa di liberazione
- La vita riprende
la vita quotidiana a Novara durante la guerra
la prima strage di ebrei in Italia
apparati
crediti redazionali
Istituto storico della resistenza e della società contemporanea Pietro Fornara
la memoria delle alpi
L'arrivo degli alleati e la festa della liberazione

   La sera dl 28 aprile 1945, giunsero a Novara i primi rappresentanti degli alleati anglo-americani: il maggiore Robert Readhead e il maggiore Mark Terry della missione inglese "Cherokee" per l'alto Piemonte.
   Il 30 aprile, al teatro Faraggiana, la Camera del Lavoro - diretta su designazione del Comitato di liberazione nazionale (CLN) da Giorgio Carretto, Angelo De Giuli e Bruno Meloni - organizzò una manifestazione tra i lavoratori novaresi, che avevano sostenuto con lo sciopero insurrezionale l'azione delle forze della liberazione e avevano protetto gli impianti industriali dalle rappresaglie nazifasciste. Nello stesso giorno, il prefetto Piero Fornara, previo accordo con l'Associazione degli Industriali, stabiliva la corresponsione a ogni operaio di un premio per la liberazione, analogamente a com'era stato già stabilito a Milano e Torino.
   Il 1° maggio - la Festa dei lavoratori, abolita dalla legislazione sul lavoro del regime fascista - fu celebrato con un affollato comizio al teatro Coccia. Il primo a parlare fu Giuseppe Bonfantini, ultimo sindaco socialista prima del fascismo. Fu una grande festa e alcune foto, scattate in quei giorni dal fotografo novarese Umberto Bolzanini per le vie della città, testimoniano l'entusiasmo popolare per la fine della guerra e dell'occupazione nazi-fascista.
   Il 2 maggio arrivarono in città le prime truppe americane della V armata, che presero in consegna i prigionieri tedeschi, rimasti sino allora rinchiusi nelle caserme cittadine. Il 3 maggio entrarono a Novara anche gli ufficiali americani del Governo militare alleato (AMG). Alle ore 10.00, il capitano Fred De Angelis, primo rappresentante dell'AMG in città, convocava la prima riunione delle autorità cittadine nominate dal CLN. Da quel momento, ogni atto del CLN, delle autorità comunali, provinciali, prefettizie e degli organismi economici (come le banche) fu subordinato al controllo dell'AMG, il quale non esitò a cassare provvedimenti che, in qualsiasi modo, potessero contrastare gli interessi e le decisioni degli alleati. Le prime disposizioni assunte dall'AMG riguardarono il proseguimento del coprifuoco dalle ore 23 alle 5 del mattino e la consegna di armi, esplosivi e delle radio rice-trasmittenti.
Ambulanza partigiana
Il balcone della Prefettura con la delegazione alleata il 28 aprile 1945
Partigiani in città e arrivo della prima delegazione alleata
Folla in Piazza Martiri
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