presentazione
la città in guerra
la città occupata e la resistenza
- Mappa del percorso
- Descrizione del percorso
- Il 25 luglio a Novara
- La ricostruzione dei partiti antifascisti
- La città antifascista
- L'8 settembre a Novara
- La città occupata: i tedeschi in città
- Le sedi delle forze di occupazione
- Al servizio dei tedeschi: il Partito fascista repubblicano (PFR)
- I processi presso il Tribunale provinciale straordinario di Novara
- Un governo fantoccio: la Repubblica sociale italiana
- L'esercito della RSI a Novara
- Luoghi e strumenti della repressione fascista
- La battaglia dei nomi e delle statue per le vie di Novara
- Le carceri nel castello visconteo
- La città della deportazione
- La città della Resistenza: partigiani di città
- La rete cittadina della Resistenza
- La "zona grigia"
- La Resistenza civile
- Monsignor Leone Ossola: defensor civitatis
- Gli scioperi nelle fabbriche novaresi
- Sangue in città: i caduti della lotta di liberazione
- Le città della liberazione: le forze in campo
- Ultimi brividi
- L'arrivo degli alleati e la festa di liberazione
- La vita riprende
la vita quotidiana a Novara durante la guerra
la prima strage di ebrei in Italia
apparati
crediti redazionali
Istituto storico della resistenza e della società contemporanea Pietro Fornara
la memoria delle alpi
Monsignor Leone Ossola: defensor civitatis

   Anche alcuni preti e lo stesso monsignor Leone Ossola, "commissario apostolico" a Novara dal 1943, si adoperarono in opere di assistenza ai perseguitati razziali, ai ricercati e ai prigionieri politici, facendo proprio lo spirito della Lettera dei Vescovi piemontesi al clero, diffusa nella Pasqua del 1944, che, pur condannando la violenza resistenziale, non riconosceva la Repubblica di Salò come governo legittimo e definiva quindi leciti la renitenza alla leva, il rifiuto del giuramento di fedeltà e il boicottaggio degli ordini illegali impartiti dalle autorità repubblichine.
   I contatti tra il CLN novarese e il Vescovado, anche tramite monsignor Picconi e altri sacerdoti "amici" dei partigiani, furono quindi assai frequenti e proficui, soprattutto nello stabilire rapporti col nemico per lo scambio di prigionieri e nei difficili giorni della liberazione.
   Per questi contatti, lo stesso monsignor Ossola fu più volte oggetto di insulti e minacce da parte dei repubblichini e la sua auto subì anche un attentato. L'aiuto offerto dal Vescovo alla città nei difficili anni della lotta di liberazione fece meritare a monsignor Ossola, nel 1945, il titolo di "defensor civitatis". In sua memoria è stato eretto un monumento, opera dello scultore Ermanno Tantardini, collocato in quella parte dell'Allea che si allunga fra piazza Martiri e la scalinata del Parco dei bambini.
Monumento a Monsignor Ossola
La voce del vescovo sulla rivista diocesana
Tra la folla con l'auto dipinta di bianco, in seguito bruciata dai fascisti
powered by: Roberto Fonio - www.robertofonio.com