La resistenza civile - o "resistenza senz'armi", come è stata chiamata - ebbe varie forme e obiettivi. Poteva essere rivolta a sostenere la lotta armata, quando si trasmettevano informazioni, si procuravano denaro ed equipaggiamento, si offriva ospitalità ai partigiani, li si nascondeva durante i rastrellamenti. Poteva essere indirizzata ad ostacolare l'ordine nazifascista, come quando si scioperava, si rallentava la produzione, si compivano azioni di sabotaggio, si organizzavano proteste. Poteva essere diretta a proteggere ricercati e perseguitati, a contenere la distruttività della guerra e a conservare cose e beni per il futuro.
Agirono da patrioti anche coloro che, pur non impugnando le armi contro i nazifascisti, sottrassero forze all'esercito della
Repubblica sociale italiana (RSI) e al lavoro coatto per i tedeschi, non si comportarono mai da delatori, nascosero i beni per sottrarli all'ammasso e, quando fu necessario, soccorsero, con rischio personale, partigiani feriti o fuggiaschi. Senza il loro contributo, le formazioni partigiane, male armate ed equipaggiate, sarebbero state eliminate in breve tempo dalle soverchianti forze nazifasciste.
Fu questa una resistenza fatta di azioni individuali e collettive, disseminate nel tessuto sociale, meno vistose rispetto a quelle armate e quindi meno note. I protagonisti di queste azioni non hanno per lo più né un nome, né un volto, perché all'indomani della liberazione, non ci si preoccupò di individuarli e di ricostruirne le iniziative. Il loro contributo è però ancor più da apprezzare se si pensa che non fu generalizzato e che, accanto a loro, ci furono italiani che si limitarono ad "aspettare" ed altri che collaborarono con gli occupanti, giungendo fino a denunciare ebrei e partigiani per "cinque chili di sale": tanto valeva per loro la vita di un uomo!
Molte furono le donne che agirono per solidarietà, compassione, stanchezza della guerra, astio antitedesco e passione civile. A Novara, accanto a
Renza Ferraris,
Rina Musso,
Marcella Balconi,
Lidia Brisca Menapace, numerose donne sostennero la resistenza, sopperendo alla mancanza di armi con il loro coraggio morale, l'inventiva e l'astuzia.