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 Chi è?

 Behar Becky
Belgio 1929-Milano 2009

Nata in Belgio l' 8 gennaio del 1929, Rebecca Behar, detta Becky, era l' ultima di quattro fratelli. Il papà Alberto, un commerciante ebreo di origini spagnole e passaporto turco, decise di trasferirsi a Milano per problemi di salute della moglie Eugenia. Dopo le leggi razziali del ' 38, Becky non poté più frequentare la scuola pubblica. Fu il primo trauma. Lasciò Milano a causa dei bombardamenti. Sfollarono sul lago Maggiore, dove il papà aveva acquistato l' Hotel Meina nell' omonima cittadina. Il 15 settembre 1943 la tragedia bussò all' Hotel Meina. Erano le SS del . Portarono via suo papà, che si salvò grazie al Console turco ospite dei Behar perché allora la Turchia era neutrale. Così Becky  poté riabbracciarlo, pur restando agli arresti domiciliari nell'albergo. I nazisti incominciarono i rastrellamenti nei paesi vicini: assassinarono 54 ebrei, 16 dei quali prelevati all' Hotel Meina. Becky, che aveva 14 anni, da un' uscita di servizio dell' albergo si precipitò in bici fino alle rive del lago: li avevano ammazzati tutti, un eccidio orribile. «Fu tremendo vedere quei cadaveri - ricordava Becky -. Dopo più di sessant' anni gli incubi m' assediano. Ho ancora i loro volti negli occhi, trasfigurati dall' acqua, graffiati, bucati dalle fucilate e dalle baionette». Con la famiglia si mise in salvo in Svizzera. Nel dopoguerra Becky tornò a vivere a Milano e sposò Pier Paolo Ottolenghi, ferrarese, anche lui scampato miracolosamente alla deportazione. Dalla loro felice unione nacque l'adorata Rossana. La famiglia di Becky si costituì parte civile al processo di Osnabrück, in Germania, nel 1968. Lei rese la propria testimonianza. Tre ufficiali delle SS ebbero l' ergastolo, due sottufficiali furono condannati a pene minori. Ma nel 1970 la Corte suprema di Berlino cancellò tutto: i reati venivano considerati prescritti.
Nel 2003 è uscito il volume «La strage dimenticata», pubblicato da Interlinea che contiene il diario che Becky scrisse in quei giorni. Quei fatti, ricostruiti nel saggio storico «Hotel Meina» di Marco Nozza, edito da Mondadori nel 1993, sono diventati nel 2007 il film di Carlo Lizzani. Becky reagì accusando il regista di riproporre in modo antistorico e non veritiero quei giorni di sangue. Negli ultimi tempi si batté anche per trovare lavoro agli extracomunitari regolari, secondo il diritto di uguaglianza fra i popoli.
Bechy si è improvvisamente spenta nella sua Milano il 16 gennaio 2009.
Forte, dolce, coraggiosa, mise la sua voce roca e dolcissima al servizio della memoria, del ricordo della prima strage nazista di ebrei in Italia.  Per decenni ha incontrato migliaia di studenti per spiegare fino a che punto può giungere la malvagità umana in nome del razzismo.





      Aghemio Pietro
      Behar Becky
      Berra Piero
      Calletti Albino
      Chiovini Nino
      Fabbri Iginio
      Fornara Piero
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      Manfredda Mario
      Massara Enrico
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